Cucina del territorio

Lo Spaccafumo

Il prodotto del Borgo: lo “Spaccafumo” è un dolce artigianale fatto con fichi secchi, uvetta, noci, nocciole, pinoli, mandorle, arancini e miele che porta il nome di un personaggio del romanzo di Ippolito Nievo.
“Lo Spaccafumo era un fornaio di Cordovado il quale, messosi in guerra aperta colle autorità circonvicine, dal prodigioso correre che faceva quando lo inseguivano, avea conquistato la gloria d’un tal soprannome” (dal cap. IV de “Le confessioni di un italiano”) .A questo personaggio, “Don Chisciotte contrabbandiere” locale, è dedicata la sagoma equestre di ferro battuto ai piedi del campanile presso l’Antico Duomo di Sant’Andrea.

La cucina tradizionale

è strettamente connessa alla terra ed ai suoi prodotti : i volatili da cortile, l’anatra, l’oca, il fagiano, le erbe selvatiche la polenta. Tra i primi piatti trionfano i gnocchi con l’oca e i bigoli, trai secondi l’anatra in umido e lo speziato “Lengal”: specialità presentata anche all’Expo 2015.
Il“Lengal”, è un prodotto tipico della pianura friulana e veneta, protagonista ogni estate dell’omonima Sagra presso la frazione di Suzzolins, che riporta sulle nostre tavole un’antica tradizione popolare contadina; è la lingua del maiale insaccata con la carne di cotechino che, in passato veniva stagionata per almeno cinque mesi.
E’ un piatto particolarmente saporito e sostanzioso, caratterizzato dal profumo delle spezie che ha assorbito durante la stagionatura. Viene consumato accompagnandolo con vino rosso, preferibilmente Merlot o Cabernet.Il segreto della sua prelibatezza sta nella cottura.. lessato a fuoco lento con l’aggiunta di fagioli, carote, cipolla, aglio e altre verdure di stagione.

Questo piatto

celebra la più bella primavera, poiché veniva consumato, solitamente, nell giorno della “Sensa”, l’Ascensione, nel mese di maggio, dopo che le semine del granturco erano terminate ed il primo profumato fieno era già stato raccoltoed aveva cominciato a riempire i fienili delle stalle.Il pranzo di questa festività, dopo la tradizionale minestr di fagioli o il brodo di gallina, riservava ai commensali la prelibatezza del “Lengal” che diffondeva un dolce ed appetitoso profumo di spezie . la quantità riservata ai commensali dipendeva dal numero dei maiali che ciascuna famiglia aveva potuto macellare durante la stagione invernale e normalmente era costituito da una sola sotile fettina.

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